Plutone, dio della fertilita

Plutone era uno degli dei romani più importanti della mitologia romana, figlio di Saturno, dio dell’agricoltura, e Ops, dio della fertilità, fratello di Giove e Nettuno, oltre a governare gli inferi e le anime che vi si affacciavano, era anche dio della terra e delle colture e dei minerali che da essa germogliavano.

Plutone, dio della terra

Questa divinità era di aspetto scuro, scuro e ruvido, indossava una barba molto popolata, indossava uno scettro nero e un casco di pelle di animale, che i Ciclope gli diede in modo che potesse diventare invisibile.

Viveva a Tartaro, in un luogo conosciuto come la prigione dei condannati, dove cioè i più terribili criminali finivano per subire i peggiori tormenti.

Sul suo trono, era accompagnato da quattro cavalli scuri e dal temuto Cerbero, il cane da guardia a tre teste, che vi aspettava di essere giudicato severamente per le anime che il barcaiolo trasportava attraverso i laghi degli inferi. Il dio degli inferi si innamora di Proserpina, figlia di Cerere, sorella di Plutone, che la porta nella sua stanza causando grande dolore a sua sorella, nonostante lei, il dio dei morti finisce per sposare Proserpina.

plutonpersefone - Plutone, dio della fertilita

Cerere si rivolse a suo padre Saturno per intercedere davanti al dio dei morti per restituire sua figlia, così grande era il dolore della divinità della fertilità che ha dimenticato di benedire la terra e le colture, causando una grande carestia ai mortali.

Per questo Saturno non ebbe altra scelta se non quella di intercedere, Plutone non volle lasciar andare il suo amore e gli diede dei semi velenosi, per non lasciare il suo recinto, come opzione per condividere la compagnia della signora.

Così 6 mesi accompagneranno la madre, nel momento in cui tutto nasce e fiorisce, l’estate e la primavera, e gli altri 6 mesi con il suo amore, durante l’autunno e l’inverno quando la natura tende a seccarsi, dando origine alle stagioni.